DIETA E INTEGRATORI, LA GUIDA COMPLETA

By | 17 Giugno 2019

Dieta

Cos’é la dieta?

Quando si parla di dieta, la mente corre subito ad un regime alimentare stringente e severo che consenta di perdere kg e di tornare in forma.
Per dieta si intende un qualsiasi regime alimentare, non necessariamente a ridotto contenuto calorico: esiste la dieta dimagrante, dieta ingrassante per prendere peso, dieta per tonificare o depurare il corpo…
Spesso si sente dire: “Avrei bisogno di una dieta, vorrei dimagrire”. Nella nostra epoca il corpo è al centro di ogni attenzione, e quindi viene spesso curato alla perfezione ed in modo maniacale.

Abbiamo di fronte a noi precisi modelli di bellezza, che spesso ci incitano a modificare il nostro corpo dimagrendo, perdendo peso, tonificandoci.
La dieta quindi assume una valenza particolare: oggi ne esistono decine e decine di tipi, alcune ben studiate ed equilibrate, altre decisamente pericolose.
Ci sono diete per dimagrire velocemente ed altre che mirano a rassodare specifiche zone del corpo, esistono anche diete per prendere peso. Insomma, il panorama dei regimi alimentari è più vasto, complesso ed eterogeneo che mai, e chiunque può trovare la soluzione adatta (meglio se con l’aiuto di un esperto).

Da quanto tempo l’uomo segue un regime alimentare? Da quando l’uomo ha scoperto il cibo, nella sua storia, da quel momento ha cominciato più o meno consapevolmente a bilanciare i nutrienti per cercare di ottenere sempre maggiore energia. Man mano che passavano i secoli, gli esseri umani hanno cominciato a conoscere e scoprire sempre diverse tipologie di cibo, con la conseguenza che hanno cominciato a nutrirsi in modo differente, sempre meglio, sempre in modo più variegato.

L’idea di una dieta per perdere peso è abbastanza recente, in realtà. Solamente nell’epoca del benessere e dell’abbondanza di cibo l’uomo si è posto il problema di come perdere massa grassa, anziché quello contrario di come acquistarla.
La questione delle diete per dimagrire, quindi, è abbastanza recente, tutto sommato.

Le diete nella storia

Oggi quando parliamo di dieta, utilizzando questo specifico termine, facciamo riferimento all’aderire ad un regime alimentare ben specifico per ottenere un certo risultato, che può essere quello di perdere peso o di assumere più massa muscolare, ad esempio. Dieta però significa anche ‘modo di alimentarsi’ ed ha sempre avuto un ruolo fondamentale nella storia dell’uomo, dal punto di vista biologico ma anche sociale.
Abbiamo detto che la fissazione per le diete è una realtà abbastanza recente. Tuttavia, l’idea che attraverso l’alimentazione si potesse trovare un modo di disciplinare il corpo non è affatto recente.

Basti pensare che già Pitagora, nel 532 a.C., parlava di come per mezzo della corretta alimentazione fosse possibile ottenere un corpo statutario ed efficiente. La dieta, secondo Pitagora, serviva per ottenere un eccellente equilibrio psico-fisico: un concetto che come ben sappiamo appartiene anche all’idea di dieta di oggi. Ippocrate scrisse addirittura un libro intitolato ‘Sul regime di vita’ dove parlando del regime alimentare il celebre studioso di medicina sostiene come sia importante selezionare bene il cibo per sostentare non solo il corpo, ma anche l’anima.

Galeno, nel II secolo a.C., parlava dell’importanza della dieta e dell’attività fisica per il benessere del corpo e della mente.
Nel mondo arabo c’era un libro, l’Almanacco della Salute, all’interno del quale si descrivevano tutte le modalità di uso del cibo e delle bevande per la salute, inclusi anche gli esercizi fisici consigliati.
Nel Medioevo la dieta era fortemente influenzata dalla classe sociale nella quale si viveva. Ad esempio i ricchi potevano nutrirsi con carne e con cibi più costosi e grassi, ai poveri invece spettava carne meno nobile e nutriente e grano e pane.

Insomma, le decine di fantasiose diete che oggi possiamo intraprendere saranno anche una realtà (ed una mania) tipica del secolo del benessere nel quale viviamo, ma non possiamo certamente dire che nella storia non sia stata data un’importanza fondamentale all’ecquilibrio nella scelta del cibo, visto come strumento per ottenere il benessere del corpo, della mente e dello spirito.

Che cosa è la dieta e la dietologia?

Per cominciare a parlare di dieta è necessario cercare di sgombrare il campo da eventuali fraintendimenti che aleggiano attorno a questo termine. Che cosa è una dieta, che cosa si intende oggi con questo termine?
Il concetto di dieta fa riferimento all’insieme degli alimenti e bevande che si assumono per poter vivere. Insomma, non è altro che il piano alimentare di ciascuno di noi.

Oggi ‘dieta’ è diventato un termine sinonimo di alimentazione salutare, corretta, che implichi il giusto equilibrio fra diversi nutrienti.
Infine, dieta può anche essere riferita più specificamente ad un particolare regime alimentare specifico che serve per raggiungere un certo risultato. Si pensi alla classica dieta per perdere qualche kg, alla dieta per aumentare la massa muscolare, alla dieta per mettere su peso e via dicendo.
La dietologia, o dietetica, consiste invece nella scienza che si occupa di studiare i fabbisogni nutritivi dell’organismo umano, per trovare la soluzione migliore dal punto di vista alimentare per ogni individuo.
Questa scienza studia la quantità giornaliera di calorie che un soggetto dovrebbe assumere, tenendo conto di sesso, peso, età, lavoro svolto, attività fisica e via dicendo.

La dietologia è una scienza che ha un ruolo estremamente importante nello studiare quali siano gli specifici fabbisogni di ogni essere umano per trovare una soluzione di dieta che sia pensata solo ed unicamente per lui, e non per altri. Come è abbastanza intuibile, non esiste una dieta per tutti.
Un regime alimentare deve essere tailor-made, quindi studiato e costruito sui bisogni, sul fisico, sull’unicità della persona che ne fa uso.

Come un vestito sartoriale, non si può adattare ad altri e deve necessariamente sposarsi alla perfezione con le esigenze della persona che la usa.
Ecco quindi l’importanza di evitare le diete che si trovano online, e di farsi confezionare un regime alimentare su misura direttamente da un dietologo per poter evitare qualsiasi tipo di problema di salute nonché insoddisfazione a causa del mancato funzionamento della dieta.
Qualsiasi sia la dieta che si scelga, quindi, è sempre di fondamentale importanza confrontarsi con un professionista e fare in modo che essa sia perfettamente adeguata alle necessità di chi ne fa uso.

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  1. Come dimagrire
  2. Come dimagrisco
  3. Mangiare pizza la sera
  4. Camminare fa dimagrire

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Dieta dimagrante pancia

Uno dei problemi più diffusi per chi è in sovrappeso si presenta soprattutto quando si riesce a perdere peso, ma la dieta dimagrante non riesce a smaltire la pancia.
Molte possono essere le cause che portano a questo problema, come per esempio disturbi dell’intestino che provengono da una errata concezione del cibo con accostamenti di cibi che dovrebbero avvenire. Un altro problema che può determinare un problema in una dieta dimagrante che non fa ridurre la pancia, è l’assunzione di cibo inserendo involontariamente aria, magari per una scorretta abitudine mangiando molto velocemente.

Una dieta dimagrante per la pancia che già potrebbe dar luogo a miglioramenti visibili, è data da un passaggio totale ad una dieta vegetariana. Si favorirà in questo modo una riduzione di agenti intossicanti che vengono generati dalle cattive abitudini che abbiamo descritto sopra, ma anche da prodotti di origine animale e industriale che è sono presenti nei fast food.

Vediamo di seguito delle raccomandazioni e una dieta da seguire per ridurre la pancia.
Va considerato che una dieta dimagrante per la pancia è comunque da seguire con l’osservazione di un dietologo. I suggerimenti sono di cominciare a scegliere le proteine verdi che sono contenute nei legumi. Il vantaggio che posano portare e che contengono dei carboidrati che vengono assimilati dall’organismo molto più lentamente di quelli che ci sono nel pane e nella pasta. Questa scelta porterà ad un drastico accumulo di grassi e apporto di energia comunque presente anche se con rilascio più prolungato nel tempo.
Un altro suggerimento è quello di far buon uso e consumo di verdura bollita e cotta, con una preferenza per le provenienze biologiche.

Il consumo infatti di verdure cotte e biologiche ha per la dieta dimagrante per la pancia, un vero e proprio toccasana per l’eliminazione delle tossine e delle scorie.
Si devono mangiare poi grandi quantità di ortaggi con la foglia verde, come per esempio quelle caratteristiche delle patate. Si deve cuocere in un brodo, aggiungendo frutta in succo e frullati. La sostanza che compone questi ortaggi a foglia verde unita alla frutta, ha un forte impatto positivo per il fegato e lo protegge da agenti esterni dannosi. A differenza di molti che lo preferiscono, consigliamo di non mangiare le verdure crude in quantità enormi, dato che l’apporto sovradimensionato di fibre può creare delle piccole irritazioni nell’intestino.
Infine, se il problema della vostra pancetta, è legato ad una cattiva eliminazione dei liquidi in eccesso consumate ananas, peperoni o limoni.

Leggi anche la guida: Dieta veloce dimagrante per uomo e pancia

Ricetta con tofu bio per diminuire la pancia

In ultimo ci preme consigliare a chi piace il tofu, di scegliere ovviamente questo alimento di tipo bio e di cucinare semplici spiedini per aiutare la dieta dimagrante per la pancia e soprattutto quella dimagrante per la pancia uomo. Bastano due persone volenterose, 300g di tofu bio e 4 porzioni di peperone, 4 pomodori, 4 stecchini da spiedo e 4 pezzi di cipolla. Rosoliamo il tutto mettendo su una piastra e facciamo uso del pennello con l’olio per dare il sapore con del succo di limone.

Dieta oloproteica a basso apporto di proteine

Molto frequentemente ormai si sente parlare di dieta ad alto contenuto di proteine, con la caratteristica di far fronte all’accumulo di grasso, con riduzione del senso di fame e una sensibile diminuzione del rischio di patologie cardiovascolari che con l’aiuto di un medico possono essere combattute.
Di recente si parla molto poco però della dieta oloproteica, che ha come scopo quello di essere una soluzione opposta a quella sopra citata. Nel caso della dieta oloproteica invece, l’apporto di proteine e di carboidrati sarà bassissimo.
Chi infatti segue questa dieta ha ricevuto consigli e informazioni dal dietologo secondo cui, comunque i nutrimenti per il nostro corpo sono assolutamente tutti comunque garantiti, ma si andrebbe a verificare un calo sensibile del peso in tempi molto più stretti.

Quelle poche proteine che sono previste nella dieta oloproteica, è previsto che non vengano assolutamente assimilate contemporaneamente a dei carboidrati.
In questo modo il nostro corpo produrrà più corpi chetonici, favorendo la cosidetta chetosi. La conseguenza è che i grassi verranno consumati per far fronte alle maggiori richieste di energia dal nostro corpo.
Solo successivamente, fermo restando l’assunto di base, il regime dietetico è stato rivisto e resto più morbido concedendo al paziente a dieta anche 40 grammi circa di carboidrati da associare al piatto oloproteico.
La dieta oloproteica va affrontata seguendo un periodo che può essere di 3 settimane, tenendo sempre sotto controllo di un medico il proprio peso. Tutti i soggetti possono sottoporsi alla dieta oloproteica, ma studi medici hanno stabilito che anche chi soffre di disturbi del metabolismo o sintomi prediabetici possono seguire questo regime alimentare.

Questo tipo di dieta non prevede l’assunzione di alcun tipo di farmaco, ma è consigliato che venga prescritta da un nutrizionista in quanto andranno anche affrontati dei test di tipo bioimpenenziometrici che determinano la quantità di massa magra, in rapporto a quella grassa.
L’utilità di questa dieta oloproteica è quella di riuscire a perdere chili laddove è davvero necessario, bruciando la massa grassa senza intaccare quella magra, cosa che avviene spesso con regimi troppo restrittivi e prolungati. Con la dieta oloproteica, quindi, sarà possibile perdere circa 4 Kg in 21 giorni.

Dieta estiva

La stagione estiva è alle porte e molti di noi voglio subito passare ad un regime alimentare dietetico in modo da poter arrivare alla bella stagione e sulla spiaggia con una forma perfetta.
Una dieta estiva quindi cosa prevede?
Con il sole che è il principale protagonista dell’estate, è anche in arrivo un periodo di relax, di sport e di leggerezza durante le ore della giornata.
Gli elementi base della nostra dieta quindi devono prevedere un buon equilibrio ma soprattutto essere considerati in maniera equilibrata.

Il caldo è il primo elemento da considerare per una dieta estiva, quindi va considerato che l’apporto nutritivo si ridurrà per molti individui in quando la fame stessa diminuisce per via del fastidioso effetto afa che colpirà le città.
Per dimagrire e perdere peso va sempre considerato come sappiamo, che bisogna assumere meno calorie rispetto al fabbisogno normale del nostro corpo. La prima cosa da fare è segnare una tabella di marcia e farci un prospetto di tutto quello che assumiamo durante la giornata. Il quantitativo che abbiamo messo su carta, andrà poi sottratto di almeno 200 o 300 calorie a seconda di quanta fame normalmente avete.
Una volta agito sulle calorie da assumere, per completare la dieta estiva passiamo a desi semplici consigli per affinare la mira su qualità e tipologia di tutto quanto sarà da aggiungere o moderare durante tutta la stagione.
Dolci (si può di tanto in tanto mangiare un gelato alla frutta, diciamo 1 -2 volte a settimana, ma quantificate le calorie anche di quest’ultimo).
Alcolici e bevande gassate e zuccherate (anche l’acqua gassata dovete evitare in quanto gonfia lo stomaco e aumenta il senso della fame).
Escludete le carni molto grasse, come quella di maiale ed in generale i piatti molto elaborati e pieni di olio.
Non assumete pasta o riso o pane alla sera, e fatevi una grossa scorpacciata di verdure ortaggi e frutta (alla sera).
A colazione non mangiate cibi confezionati (no ai biscotti, si a fette biscottate, fette biscottate integrali, miele e marmellate. No al burro).
Bevete molta acqua, almeno 1,5 – 2 litri di acqua al giorno.
A pranzo mangiate un piatto completo, con carboidrati complessi e proteine. Per rendere “più complessi” i carboidrati, aggiungete la vostra verdura preferita. In tal modo assimilerete lentamente il cibo che state mangiando e avrete meno fame in seguito.
Come spuntino mangiate o yogurt o frutta, hanno pochissimo grasso e poche calorie.

Dieta depurativa

Una dieta depurativa vuol dire eliminare le tossine e si intende questo anche per le sostanze che risultano nocive per il nostro corpo, derivanti o dall’introduzione esterna dovuta all’inquinamento di cibo, acqua e aria, oppure da quei processi digestivi naturali che producono elementi di scarto.
La salute di tutto il nostro organismo ha una enorme importanza, è ne ha ancora di più l’equilibrio tra gli organi che hanno la funzione di purificare il nostro corpo e la presenza di tossine ed elementi nocivi che si trovano nel nostro interno.

La necessità di ricorrere ad una dieta depurativa, non sopraggiunge fino a che la quantità di sostanze nocive del nostro corpo riescono ad essere espulse dai nostri organi nella stessa quantità con la quale vengono introdotte. Molto spesso l’equilibrio tra sostanze introdotte e quelle espulse si rompe quando aumenta in maniera enorme la quantità di sostanze introdotte nell’organismo, oppure quanto uno degli organi che hanno il compito di espellere le nocività si ammala o diventa poco efficiente.
E’ molto meglio, quindi, mantenere una giusta alimentazione e, in particolari periodi, è consigliabile rinforzare di più l’organismo attraverso una “pulizia mirata” che lo depuri dagli accumuli presenti.
I periodi migliori per farlo sono:
all’inizio di una dieta dimagrante per migliorarne e mantenerne i risultati
in primavera per eliminare gli accumuli provenienti dall’alimentazione invernale, solitamente ricca di cibi calorici
in autunno per rinforzare l’organismo in previsione delle patologie invernali
dopo i periodi di feste, ferie o di eccessi alimentari
Quando conviene fare una dieta depurativa?
Conviene farla prima di iniziare una dieta dimagrante, e in ogni occasione in cui si presentano o sono già presenti patologie croniche, allergie o dermatiti per rinforzare l’organismo.
Ciò che va preso in considerazione prima di iniziare è la presenza di intolleranze alimentari che sono già presenti. Gli alimenti ai quali siamo allergici per esempio, vengono visti dal nostro organismo come elementi nocivi al pari delle tossine, quindi possono mettere sotto pressione o anche alterare il nostro organismo. Tali disfunzioni e alterazioni possono contribuire ad aumentare le tossine che vanno espulse, intasando il nostro organismo e producendo un effetto contrario.

Una dieta depurativa a come scopo la prevenzione e la creazione di così detti “effetti positivi”.
Spesso si ha come “effetto collaterale” la diminuzione del proprio peso in maniera eccessiva o comunque la trasformazione della massa grassa in massa magra con diminuzione dei cm di circonferenza (e quindi di taglia).
L’organismo si rinforza perché non più sovraffaticato dal compito di espellere tossine ed è più reattivo nei confronti delle altre problematiche presenti, per cui migliora la risposta ad allergie, dermatiti… E’ opportuno effettuare il test delle Intolleranze Alimentari e praticare la relativa dieta di esclusione per un periodo di 1-2 mesi a seconda della serietà dell’intolleranza.

Dieta del gruppo sanguigno

La dieta del gruppo sanguigno è l’unica che si basa su un concetto di individualità, rispetto ad altri tipi di diete che sono più generalistiche.
Ogni uno di noi infatti, ha caratteristiche che lo contraddistinguono rispetto a capacità digestive, metaboliche e immunitarie e sono diverse per ogni persona con stretta correlazione con il gruppo sanguigno di ogni individuo.
Il cibo che normalmente ogni uno di noi assume, viene assimilato dal nostro organismo in maniera unica e originale da ogni uno di noi.

Quando mangiamo, una reazione chimica avviene tra il sangue e il cibo o gli integratori che assumi. Il cibo contiene proteine chiamate lectine. Le lectine hanno proprietà agglutinante. Il meccanismo dell’agglutinazione è un buono per legare assieme le cellule tumorali o i germi patogeni in maniera che possano più facilmente essere asportati dall’organismo per opera del sistema immunitario. Ma non è una buona cosa per le cellule sane.
Il tuo gruppo sanguigno è geneticamente impostato per rifiutare o accettare le diverse lectine.
Quando si mangia un alimento contenente lectine incompatibili con il tipo di sangue, le lectine si localizzano in un organo o in un tessuto e cominciano a legare assieme le cellule che si trovano in quella zona, cioè ad agglutinarle. Le cellule così agglutinate si ammassano e innescano meccanismi patologici come l’infiammazione o la degenerazione dei tessuti e lo squilibrio delle funzioni digestive, metaboliche, immunitarie. Questi meccanismi possono condurre nel tempo a malattie vere.

Quando invece c’è un’alta compatibilità tra te e le lectine che assumi e il resto degli altri elementi nutrienti, si noteranno solo effetti positivi che porteranno spesso a guarire più velocemente quando si è affetti da malattie come scritto sopra.
Il cibo e quindi la dieta ha a che fare con il gruppo sanguigno del nostro organismo, concentrandosi anche su come il nostro organismo reagisce allo stress e ad una nuova dieta.
Questo tipo di correlazione può interagire con molti elementi, come per esempio quanto bisogna mangiare, come dovrebbe essere programmato il nostro apporto giornaliero di cibo e quali sono le ore di sonno di cui abbiamo bisogno.
Se ci si appresta a perdere peso limitando le calorie, perdiamo il tessuto muscolare, anche se svolgiamo attività fisica costante. Gli esercizi fisici compensano in parte la perdita di muscoli, ma una dieta a basso contenuto calorico fatta per più di 10-14 giorni continui può risultare svantaggiosa per la composizione corporea in generale. Questa è il motivo principale per cui mangiare ed esercitarsi in base al gruppo sanguigno è il metodo più razionale per una perdita di peso equilibrato.

Dieta ipercalorica per lo sport

Tra tutte le diete esaminiamo quella iperproteica, caratterizzata da un regime alimentare che ha un ridotto consumo di carboidrati a favore del consumo assieme ad un’alta quantità di proteine e di grassi.
Parlando della dieta iperproteica è necessario fare alcune premesse. Le proteine dette anche protidi, fanno parte di un gruppo molto ampio di elementi organici che sono composti da sequenze di aminoacidi che si legano con i peptidici.
La funzione che ricoprono le proteine sono quella di formare e comporre i tessuti necessari per le cellule e il loro rinnovamento.
Le particolari condizioni per la produzione di energia per il nostro organismo, sono strettamente legate con le proteine e quindi danno luogo alla necessità di fornirne un apporto all’organismo in maniera bilanciata.
L’organizzazione mondiale della sanità ( WHO ), consiglia di assumere entro la giornata proteine fino a 15/20% dell’apporto giornaliero di cibo.

Di solito all’incirca 0,9-1,2g rispetto ad ogni Kg del nostro peso corporeo.
Una dieta iperproteica dove le proteine vengono apportate molto maggiormente rispetto ad una dieta normale, può avere difetti e pregi. I difetti di una dieta iperproteica stanno nell’attenzione molto alta nel dosare bene questo maggiore apporto, rispetto agli altri elementi quali i carboidrati e i lipidi che vanno poi a correlarsi molto strettamente con i bisogni energetici di un individuo. Se la quantità assunta di energia mediante la dieta, i carboidrati e i lipidi non è abbastanza da coprire il consumo energetico del corpo, ne scaturisce dell’energia che viene prodotta dall’eccesso di proteine.

I vantaggi invece di una dieta iperproteica sono di maggiori livelli di insulina, aumentando la lipolisi e anche quindi il dimagrimento. Gli ormoni anabolici come il testosterone vengono prodotti in maggiore quantità favorendo chi fa sport, specialmente di tipo sollevamento pesi o rugby dove lo sforzo fisico è essenziale.
Proprio questi atleti sono tra i maggiori sostenitori delle diete iperproteiche.
Di certo una simile abitudine alimentare da sicuri risultati nel favorire l’aumento di massa dei muscoli e l’abbassamento della massa grassa nel corpo. Per una tutela della propria salute è però fondamentale che l’iperproteicità sia solo una delle sfaccettature della dieta e che questo approccio non venga portato agli estremi. Tutte le diete che arrivano a degli estremi portano all’allontanamento dal concetto e nascondono ovviamente dei risvolti negativi.

Leggi anche la guida: Integratori sportivi

Dieta plank

La dieta plank è stata proposta a molte persone da molti dietologi, e quando si pianifica con questa dieta la perdita di 9 kg in 2 settimane, molte persone possono anche storcere il naso perché presumono che si tratti di una presa in giro. Dopo le abbuffate che si verificano in prossimità o dopo le feste, molte persone però si trovano costrette o spinte psicologicamente ad affacciarsi a qualsiasi cosa, anche nuova o assurda e quindi intraprendono la strada della dieta plank anche con qualche dubbio.

I risultati promessi dovrebbero arrivare subito secondo chi la propone, e già dopo la prima settimana si dovrebbe constatare una perdita di peso di almeno 6 kg. Molti intervistati che sono stati sottoposti alla dieta Plank parlano di kg persi e mai più ripresi anche dopo mesi.
Il consiglio che viene dato per primo in questa dieta, è quello di assumere molta acqua anche se non si ha sete.
Ma vediamo nel dettaglio la dieta plank nel corso di una settimana:

Primo giorno: Colazione con caffè senza zucchero in una tazzina della grandezza a scelta. Pranzo con due uova sode e spinaci a basso contenuto di sale.
Secondo giorno, con colazione mattutina con caffè sempre senza zucchero, con un po’ di pane. A pranzo una bistecca accompagnata da spinaci o insalata verde, seguita da un frutto a scelta. A cena un po’ di prosciutto cotto senza troppe limitazioni di quantità, facendo attenzione a non esagerare.
terzo giorno sempre colazione con caffè senza zucchero e un panino. A pranzo due uova sode con insalata verde, accompagnata con pomodori. A cena una del prosciutto cotto.
Quarto giorno colazione caffè senza zucchero con un panino. Pranzo con pollo alla griglia. Cena due uova sode accompagnate da carote cotte o preferibilmente crude.
Quinto giorno colazione con caffè senza zucchero e panino.
Pranzo pesce cucinato lesso e pomodori. A cena una bistecca accompagnata da insalata verde.
Il sesto giorno sempre un caffè senza zucchero, accompagnato con un panino.
Pranzo pollo alla griglia semplice. Cena due uova sode con carote cotte se il giorno prima le abbiamo mangiate crude.
Settimo giorno: colazione con thè al limone. Pranzo una bistecca alla griglia con frutta a scelta. Cena una qualsiasi delle pietanze dei giorni precedenti.
Quello che è importante nei giorni successivi alla prima settimana, è di alternare in maniera casuale ogni pasto assunto nella settimana prima, facendo attenzione a non fare mai uso di alcol, acqua di tipo minerale e birra.

Dieta metabolica, punti fondamentali

La dieta metabolica è particolare ed è stata ideata dal dottor Mauro di Pasquale, medico di origini Italiane di nazionalità Canadese.
Come molte diete che si sono affacciate in questi ultimi anni, ha come obbiettivo quello di dare risultati brevi ma di ottima qualità. La spiegazione più sintetica di questa dieta metabolica, è fattibile con un confronto o paragone ben preciso. Il nostro corpo è un complesso sistema di organi come una macchina, che può funzionare sia con i carboidrati che coni grassi. Come per una macchina a doppia alimentazione a gpl o a benzina per intenderci, ma con caratteristiche diverse il nostro corpo spesso deve adattarsi allo stile di vita che si fa negli anni moderni. L’abitudine diffusa è quella di consumare molti carboidrati e grassi, ma fare uno stile di vita che non comprende il consumo equilibrato e il dispendio di questi due elementi, facendo sì che i grassi si accumulino nell’organismo.
La dieta metabolica ha lo scopo di scoprire con l’aiuto del medico, la giusta quantità di carboidrati che vanno assunti dal nostro organismo, calcolando quanta ne riusciamo a smaltire giornalmente.

I primi passi per questa analisi durano normalmente circa 4 settimane, e sono consigliati in questo periodo un aumento di elementi di tipo glucidico.
La persona interessata quindi, ha una via obbligata e si trova ad affrontare gli effetti collaterali. Nei successivi giorni si effettua un vero e proprio scarico degli elementi assunti, con pochi carboidrati e molti grassi e in seguito facendo di nuovo il cambio con l’assunzione di molti grassi.
Questi cambiamenti repentini e improvvisi, fanno sì che l’organismo venga stimolato ad adattarsi al tipo di cambiamento letteralmente allenandolo a soddisfare i cambiamenti rispetto alle normali richieste energetiche.
La dieta metabolica quindi è una dieta che va un po’ a forzare il nostro organismo e non è molto distante dal tipo di dieta che veniva fatta in epoca primitiva, dai primi uomini che praticavano la caccia e non sempre riuscivano a trovare lo stesso tipo di cibi e le settimane si alternavano, mettendo a dura prova l’organismo per un adattamento costante e repentino.

Dieta sportiva

E’ conoscenza comune che quando si effettua un qualsiasi tipo di sport, si debba praticare un tipo di dieta prevalentemente ideata per la vita sportiva. Effettivamente qualche accorgimento di dieta sportiva va fatto, ma non è così radicale come si può credere. La verità è che la dieta rimane più o meno invariata per chi pratica sport, con solo piccolissime variazioni. I cambiamenti importanti possono avvenire per una dieta sportiva, solo se si aumenta l’attività fisica oltre le 2 o 3 volte a settimana e oltre le 2 o 3 ore al giorno.
Per un atleta invece che debba fare una intensa attività fisica, sorge il problema di dover mantenere il proprio peso normale, quindi questa dieta è molto più lontana da una normale dieta dimagrante.
Non c’è quindi una dieta tipica e quindi tale da poter essere chiamata dieta sportiva, ma si può certamente calcolare una dieta con l’auto di un dietologo che possa far fronte al dispendio di energia maggiore e al mantenimento di una struttura fisica del proprio corpo che non comprometta la buona salute di qualsiasi atleta.

I consigli che si possono dare ad un atleta perciò sono quelli di un apporto di circa il 60% di apporto di carboidrati e un 25-30% di grassi e 12-15% di proteine. L’importo dei carboidrati così forte per la dieta sportiva, è dovuto al fatto che essi sono maggiormente digestibili rispetto agli ultimi due elementi.
Sicuramente si può affermare che i carboidrati costituiscono un elemento essenziale del pasto pre-allenamento e pre-gara perché costituiscono una fonte essenziale di energia pur non impegnando l’organismo in gravosi meccanismi digestivi.
Le proteine, invece, costituiscono un elemento fondamentale nel mantenimento della massa magra, sono, quindi, più privilegiate nelle diete di sportivi che necessitano di avere una muscolatura sempre molto efficiente come i sollevatori di pesi, i lanciatori di giavellotto e in altri sport di forza.

Ultimo punto, ma sicuramente non meno importante rispetto all’alimentazione di cibi solidi, è l’assunzione di acqua.
E’, infatti, noto che durante l’allenamento o la gara, l’atleta disperde una gran quantità di liquidi e, con essi, sali minerali come potassio e magnesio.
L’atleta, quindi, dovrà bere ad intervalli regolari per poter garantire sempre un buon livello di sali minerali nel sangue ed una buona idratazione dell’intero organismo.
Una atleta quindi dovrebbe seguire una dieta per equilibrare l’apporto di tutti i nutrienti necessari e dovrebbero anche considerare che la vicinanza o meno del pasto da un allenamento, è da considerarsi molto attentamente. Non è quindi necessari assumere integratori e tutto quanto può essere assunto dai prodotti che ci fornisce la natura, favorendo l’apporto di componenti senza alcun tipo di componente alterante anche per chi vuole una dieta sportiva.

Dieta

Dieta in menopausa

Quando arriva a quel punto nella vita in cui si passano per le donne i 40 anni, arriva la menopausa e avvengono importanti modifiche nella produzione degli ormoni, con la scomparsa totale del ciclo mestruale.
La fase di cambiamento può durare anche 2-3 anni e gli estrogeni con anche il progesterone diminuiscono sempre di più con una ricaduta sia fisica che psicologica.
Molto spesso in questo lasso di tempo, ci sono avvengono sbalzi di umore, facile irritabilità, ansia e tristezza per via della consapevolezza della fine del periodo fertile.
A peggiorare le cose può arrivare l’aumento del peso causato da variazioni del metabolismo che danno via ad un rallentamento con una diminuzione della massa magra e aumento di quella grassa.
La densità ossea che di norma va diminuendo durante la vita, andrà a diminuire sempre di più con l’insorgere di malattie come l’osteoporosi.

La dieta giusta per la menopausa per contrastare tutti questi cambiamenti, può essere riassunta con i seguenti consigli:
Incrementare l’attività fisica per migliorare il sistema circolatorio per affrontare meglio gli sbalzi di temperatura.
Assumere meno zucchero bianco e dolciumi in generale, come anche il cioccolato, l’alcol, the, caffe e zuppe calde.
Consumare frutta in grandi quantità come anche verdura e cereali per la prevenzione di tutti quei cali di vitamine che potrebbero verificarsi.
Aumentare l’apporto di calcio consumando cereali integrali, mandorle, legumi e soia per fronteggiare la costante e generalizzata perdita di durezza delle ossa.
Fare attenzione ad assumere molta vitamina D per favorire l’assorbimento di cui si parlava sopra, consumando pesce, sardine, sgombro, olio di fegato di merluzzo con anche le uova. La vitamina D è anche assimilabile mediante l’esposizione al sole in quanto, è proprio il nostro corpo a produrla per proteggersi dal sole.
La dieta per la menopausa inoltre, deve includere i fitormoni. Questi tipi di ormoni sono di origine vegetale e hanno un ruolo nella crescita e sviluppo di alcune piante ma hanno un comportamento simile a quello degli ormoni umani. Questi elementi sono simili agli estrogeni e possono regolare e rimettere apposto le funzioni ormonali, senza però provocare rischi di sovradosaggio.

Leggi anche la guida: Come dimagrire in gravidanza

Aminoacidi per dimagrire

Gli aminoacidi possono essere assunti e utilizzati per dimagrire, ma dipende dal punto di vista e dallo stile di vita del soggetto in considerazione e soprattutto il tipo di movimento e attività fisica che si pratica. Gli aminoacidi sono elementi di cui fanno parte le proteine e vengono assorbiti dall’organismo grazie alle proteine che si trovano negli alimenti. Le proteine che sono presenti nei cibi di origine animale hanno quasi tutto, mentre quelle di tipo vegetale mancano di molti elementi di aminoacidi.
Tra gli aminoacidi si hanno poi quelli ramificati come la valina, l’isoleucina e la leucina. Sono molto importanti per la fabbricazione delle cellule dei tessuti muscolari e per creazione di energia che diventa molto importante durante lo sforzo fisico dei muscoli. L’assunzione di questi elementi avviene sempre con prodotti ad alto tasso di proteine, come per esempio i latticini e la carne.

Gli aminoacidi quindi assieme a quelli ramificati, sono particolarmente necessari per quelli che praticano sport da palestra e per chi fa sforzi fisici molto forti come per i pesi e il body building.
Il ruolo di questi aminoacidi è indiretto per dimagrire, ma possono concorrere alla creazione del processo di dimagrimento, aiutando a costruire la massa muscolare. La dieta ipocalorica per una persona, integrata con una buona attività fisica dovrà assumere in buona quantità le proteine di origine animale, così da avere una reintegrazione della muscolatura e dell’energia che è stata utilizzata durante lo sforzo.
L’uso di cibi con alto taso proteico e gli aminoacidi per dimagrire sono importanti per una persona che fa un intenso sforzo muscolare, quindi è da sconsigliare per chi fa sport con una maggiore componente aerobica. Per dimagrire è consigliato più fare in modo che venga sviluppata la massa muscolare che la massa grassa, ecco quindi il collegamento con l’indiretto ruolo degli aminoacidi per dimagrire.

Leggi anche la guida: Integratori di aminoacidi

Dieta Gift

La dieta gift ha delle regole fondamentali che sono 10 e vanno rispettate per poterne ottenere i vantaggi.
Queste regole portano al graduale miglioramento dei ritmi fisiologici e di metabolismo di tutto l’organismo. L’obbiettivo è di raggiungere un indice di massa corporea buona, ma anche di ridurre la massa grassa ottimizzando le risposte che l’organismo produce durante il metabolismo.
Le regole una per una indicano chiaramente al soggetto con semplicità per fare chiarezza, consentendo a chiunque di poterne carpire bene i principi in modo da metterli in pratica nel miglior modo possibile.
Le regole principali sono le prime 3, e indirizzano subito nel capire che per prima cosa c’è l’attivazione metabolica, poi c’è il controllo stretto della quantità di insulina nel sangue e poi bisogna stare attenti alla qualità dei nutrienti che ci sono nei cibi.
Le dieci regole poi spiegano la modalità di applicazione di questi 3 principi. Le 10 regole per la dieta gift però non possono essere presi alla lettera come i comandamenti, ma devono essere interpretati in qualche modo, per via del fatto che ogni uno ha il suo organismo diverso dagli altri.
I valori ideali per ciascun soggetto, tenendo presente la massa grassa o il suo indice, sono anche presi in considerazione dalle assicurazioni quando ci vengono stipulate le polizze sulla vita.
Le 10 regole della dieta gift ci portano ad essere protagonisti delle scelte che facciamo in fatto di benessere e salute, con l’esclusione della dipendenza da qualcosa che è al di fuori del nostro controllo. La consapevolezza ci deve essere perché solo quando dimostreremo a noi stessi di vincere le nostre abitudini rispettando queste regole, allora il risultato sarà veramente vicino.

Dimagrire nel tempo con costanza

Non esistono dei modi veramente rivoluzionari per dimagrire velocemente, e va sfatato questo mito dettato da formule magiche o creme miracolose. Dimagrire velocemente è qualcosa che va associato a molti fattori di noi stessi, come per esempio il nostro metabolismo, le nostre abitudini lavorative e molto altro. Molti soggetti impiegano mesi per perdere 2 chili, mentre altri in 10 giorni riescono a dimagrire di 10 chili.
La volontà di dimagrire velocemente non è sempre l’unico aspetto importante che è necessario per raggiungere l’obbiettivo, però è sicuramente già l’inizio per poter incamminarci verso la meta. Se si vuole dimagrire velocemente e in poco tempo, occorre prima ragionare con delle misure possibili come ad esempio:
3 chili in 8-10 giorni, 5 chili in un mese o 10 chili in due mesi e mezzo.
Questi sono periodi possibili e realizzabili sui quali si può ragionare per basare una dieta valida.
Per poter raggiungere lo scopo, occorre:
Eliminare tutto quanto è inutile e in sovrabbondanza nelle nostre abitudini alimentari
Bere tanta acqua che contribuisce alla purificazione.
Non mangiare latticini.
Niente alcol.
Solo carni bianche.
Usare pochissimi o quasi zero condimenti.
Pasta in piccole quantità e non assumere troppi carboidrati.
Attività fisica aerobica come la corsa, la bicicletta o anche solo camminare.
Per dimagrire velocemente e avere un risultato che sia rapido, bisogna che la scheda della nostra dieta preveda un equilibrio che non sia troppo sbilanciato rispetto alle nostre normali abitudini alimentari.

Carnitina per dimagrire

Tra gli integratori per dimagrire più usati , c’è senza dubbio la L-Carnitina o anche chiamata carnitina.
La L-Carnitina è contenuta in numerosi cibi fra cui (carne, noci, legumi, semi, latticini, banane, grano saraceno, miglio, crusca, frumento integrale, polline, lievito di birra, verza).
Viene assimilata dal nostro organismo autonomamente ma può essere integrata.
Questa sostanza tende a facilitare il consumo dei grassi perché trasporta acidi grassi nei mitocondri.
Anche se gli effetti possono sembrare subito senza controindicazioni, purtroppo bisogna dire che non è così.
Una volta che la sostanza viene assunta per via endovena o orale, può dare vomito, diarrea, crampi addominali.
E’ sconsigliatissima per i pazienti con epilessia o problemi alla tiroide.
Quello che se ne deduce è che la L-Carnitina è un ottimo alleato contro i grassi in eccesso e il sovrappeso ma è bene rimanere nelle quantità che il nostro organismo sintetizza normalmente, senza andare ad aggiungere con integratori alimentari rischiando il sovradosaggio.
La L-Carnitina quando è in carenza deve essere reintegrata solo previo consiglio medico.

Dieta dimagrante e psicologia del cibo

Molti di noi sono passati per un periodo in cui abbiamo sentito la necessità di essere più in forma, poter indossare vestiti che non indossavamo più da tempo o semplicemente non abbiamo mai indossato. Il nostro corpo tende a modificarsi e pensiamo che questo succeda senza che la nostra mente non abbia la minima influenza su di esso.
Al contrario però, la nostra psiche ha dei legami molto forti con il nostro corpo.
E’ stato constatato che se il corpo è sano, anche la mente ne trae beneficio ed è vero anche il contrario.
Se facciamo una dieta per perdere quei 4 chili che vediamo tutte le mattine quando ci pesiamo, possiamo farlo nel modo sbagliato.

E’ vero che va seguita una dieta che escluda certi tipi di cibi, ricchi di grasso e poveri di altri elementi. Ma porsi psicologicamente male per rispettare una dieta, porta solo svantaggi. Può succedere che una volta mancato l’obbiettivo di perdere quei famosi 4 chili, ogni giorno, la nostra mente associ questa cosa come un traguardo non raggiunto. Una ennesima prova che non siamo in grado di controllare il nostro corpo e che siamo rassegnati al fallimento.

In natura però, nessun essere vivente decide di scegliere con la propria testa cosa è giusto mangiare e cosa è sbagliato in base al suo peso. Il nostro comportamento è psicologico e se non torna ad essere naturale non è sano.
Se ci poniamo degli obbiettivi che non sono solo quei 4 chili da perdere, ma per esempio degli obbiettivi lavorativi che ci indurranno a camminare di più, a vestirci in un certo modo e a mangiare regolarmente, allora non verrà più preso psicologicamente come una limitazione che noi stessi ci poniamo con delle restrizioni a ciò che ci piace mangiare. Sarà la nostra stessa mente che sarà attratta da qualcosa, che di conseguenza produrrà uno stile alimentare e sportivo diverso. Se sarà la nostra mente a prendere il sopravvento sul nostro corpo, allora non sarà più la nostra mente a prendere il sopravvento su noi stessi.

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